Cassazione - Cancellare dati da pc aziendale è reato

dati pc a norma privacy

Cancellare dati da pc aziendale è reato

 

La Cassazione penale si è espressa con una sentenza in merito al concetto di danneggiamento dei dati: è reato cancellare dati aziendali da pc anche se recuperabili in un secondo momento.

Un dipendente di una azienda aveva cancellato dati dal pc aziendale sottraendo anche informazioni da dischi di back-up. Tale azione è configurabile come reato di danneggiamento e distruzione dati come stabilito dal codice penale art 635 bis " Chiunque distrugge, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui, ovvero programmi, informazioni o dati altrui, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Nel caso poi che il soggetto che effettua l’abuso rivesta la qualità di  un operatore di sistema, la pena addirittura può arrivare a quattro anni". Sono punibili tutti gli atti riconducibili a manomissione o alterazione dei pc aziendali e cancellazione dei dati anche se recuperabili in una seconda fase.

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